L’uomo che “inventò” Albard

Tito Sacchet, lo scopritore di Albard

Tito Sacchet il precursore dell’arrampicata sulle rocce della bassa Valle d’Aosta. La prima via da lui aperta fu proprio dove ora sorge la falesia di Montestrutto. Tra i settori più importanti che ebbero maggior sviluppo è la Falesia di Albard di Bard, dove la Via Dr. Jimmy è sicuramente la più ripetuta della Valle d’Aosta.

Di seguito un suo scritto ed una breve intervista del novembre 2018.

Nascita di un sogno, Albard di Bard

Erano gli anni ’90 quando insieme a Roberto Munarin chiodammo la Via Mitico Vento a Machaby in quel di Arnad (AO).

Nata dopo un lungo soggiorno sotto la parete con il binocolo a fissare una fessura, la quale sarebbe poi diventata il tiro più duro della predetta via, e immaginando dove poter passare per arrivarci…

Dopo il buon riscontro dai climber avuto dopo l’apertura… e in seguito sempre nello stesso settore, di Opera Rock e Carlito Road, sembrava che lì di spazio non ce ne fosse più per aprire nuove vie, dato lo scarso livello di arrampicata che ho sempre avuto.

E così mi ero dato all’escursionismo nel bellissimo vallone di Vercoche, una diramazione di quella splendida valle che va sotto il nome di Champorcher. Soprattutto d’estate si facevano i weekend all’alpe omonima, con tenda e famiglia al seguito.

E proprio per passare quelle magnifiche giornate che poi c’era un triste ma contento rientro a casa.

E lì, scendendo al pomeriggio inoltrato, sulla strada regionale, mi cadeva sempre l’occhio su una parete rossastra, illuminata dal sole serale estivo…

Pensare che che qualcuno non ci avesse messo il naso mi era sembrato strano ed il passo è stato breve.

1996, autunno inoltrato, a forza di rigirare le stradine di Donnas, finalmente si scopre l’accesso, denominato all’epoca ridendo “Il passaggio a Nordovest”!

La prima volta ad Albard è stato alquanto propedeutico, alla vista del borgo un po’ diroccato, i castagni, le pareti rossastre che dal fondovalle non si vedevano e non si percepivano come zona di arrampicata; è salita una voglia di fare qualcosa di mio in una zona scoperta da me.

Ho passato tutto l’autunno e l’inverno ad esplorare la zona, ma soprattutto trovare un accesso alla parete e una via di ritorno, visto che la frazione era ad occhio e croce a metà della stessa.

Coinvolgendo il socio di montagna di allora, Giulio Mariella, nella primavera del 1997, abbiamo incominciato a chiodare quella che poi sarebbe diventata una via molto frequentata: Dr. Jimmy.

Da quella partenza si sono susseguite, un crescendo di aperture, nell’arco degli anni e con soci di cordata diversi tra cui il prima citato Roberto con il fratello Gabriele Munarin, Michele Fardo ed infine il socio che per 10 anni mi ha poi accompagnato Aldo Echerle.

Partendo da Dr.Jimmy sono poi state aperte:

T. Rex e Via le dita dal naso, le quali sono state aperte in giornata, poi I Love You Silvye e Olimpic Spirit.

Nei settori superiori, Pà Raumer, Gary & Erik, Via dei Conigli, Cpt. Walker, Gat ad Piumb, Abisso, Primae Noctis, Paco Ramirez, Gatto Matto ed infine la temuta MicroTac.

Poi nel tempo si sono aggiunte la Falesia Lawrence, la variante Luna su Dr. Jimmy, la variante Mau Mau su Via le dita dal Naso e le falesiette denominate Terrazze situate a pochi minuti dal parcheggio, le quali formano un unico settore con la falesia Lawrence. Ultime vie aperte sono state Outside, Bloody Mary e Sgrunt.

Albard di Bard adesso è un centro molto frequentato, per via anche dell’apporto in fatto di aperture di vie nuove, con caratteristiche popolari, simili per stile a quelle già esistenti, effettuate dalla Guida Alpina Gianni Lanza.

Tito Sacchet

Una breve intervista dell'11 novembre 2018

D: Il tuo racconto è molto schematico non dà la giusta importanza a quello che è diventato il maggior centro di arrampicata su vie lunghe della Valle D’Aosta, anche alcuni articoli citano le vie, ma non parlano di Te e del Tuo lavoro, come mai?

R: Non si parla di me per due motivi: 1°) Non mi piace e non mi sono mai messo in mostra, cerco sempre di defilarmi, una mia scelta personale è avere un profilo più basso possibile.
2°) Ho avuto ai tempi della mia prima guida di arrampicata, molti problemi con due Guide Alpine.

D: Qual è stato il tuo stile di apertura?

R: Sempre e rigorosamente dal basso.

D: Ad oggi hai avuto sponsor che ti aiutassero nel tuo progetto?

R: Mai, qualche amico che ogni tanto mi faceva una sorpresa; e Cesare Raumer proprietario dell’omonima azienda,che dopo averci conosciuti, mi ha faceva e mi fa un prezzo di favore, per via che eravamo stati i primi qui nel nord ovest ad adoperare il suo materiale, col tempo e visto che siamo coscritti siamo diventati ottimi amici.

D: Qual è la via che ti è piaciuta di più?

R: Ce ne sono tante, da “Dr.Jimmy” all’ultima nata lunga “I love You Silvye”

D: Quale via consiglieresti ad un arrampicatore medio che non conosce la zona?

R: Per un arrampicatore medio alto “MicroTac” per uno medio basso “Dr.Jimmy” e “I Love You Silvye”.

D: Cosa pensi della richiodatura selvaggia fatta a Machaby?

R: Una prova di forza da parte di certi personaggi che hanno voluto accaparrarsi il lavoro d’altri, oltretutto facendo un lavoro abbastanza scadente.

D: Hai futuri progetti o sogni nel cassetto?

R: Si… sopravvivere tranquillo.

D: Un pensiero positivo per il futuro di Albard

R: Un gran bel posto, crescerà.

D: Un pensiero negativo sul futuro di Albard

R: Spero che tutto quello che che c’è ed è stato fatto non vada perso per i soliti discorsi campanilistici ed economici.

LINK ESTERNI

– Per le relazioni su Finale Ligure e Liguria vai al sito: www.vielunghefinale.com
– Per le relazioni sull’alpinismo sulle Alpi Biellesi vai al sito: www.montagnabiellese.com

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